Età antica

Porta Parsano Nuova

Materiali rinvenuti durante lo scavo archeologico degli anni ’90 (Archivio fotografico Mann)

Sito in pillole

La porta di Parsano Nuovo è cronologicamente la più recente delle antiche porte della città.

Modalità e anno di ritrovamento

Nel 1921 la caduta fortuita di calcinacci ha messo in luce una porta più antica incorporata all’interno di quella cinquecentesca; nel 1922 il Comune di Sorrento provvede a rimettere in luce la porta antica e a tutelarla con un muro di sostegno grazie all’allora assessore Silvio Salvatore Gargiulo. Negli anni’ 90, in seguito al crollo dell’arco delle mura cinquecentesche sono iniziati i lavori di restauro e messa in sicurezza della porta antica con sistemazione dell’area archeologica e pedonalizzazione del tratto afferente alla via Antonino Sersale.

Descrizione

Porta Parsano Nuova corrisponde ad un semplice fornice aperto nella cinta muraria di età vicereale spagnola in corrispondenza della principale via in direzione nord-sud, via Antonio Sersale, corrispondente al cardo massimo della città romana. Del fornice antico sussiste solo un piedritto, alcuni conci dell’arco e poco più dell’imposta; del fornice vicereale resta oggi tutta la metà esterna dopo il crollo dell’elemento arcuato per tutta la metà interna. L’attuale varco risale al 1745, quando fu creata la Porta Parsano Nuova con il consenso di Marino Correale, conservatore delle chiavi della città di Sorrento, e a spese del signor don Francesco Anastasio, fratello dell’arcivescovo di Sorrento per accedere più facilmente al territorio detto “La Carta”. La porta è stata ricondotta al tessuto di una cinta muraria a cui possono afferire la porta di via Sopra le Mura e la cosiddetta “Porta Greca” di Marina Grande.

Reperti e oggetti

Reperti ceramici custoditi presso il Museo Archeologico Territoriale della Penisola Sorrentina “G. Vallet”.

Il Museo Archeologico Territoriale della Penisola Sorrentina “G. Vallet” è aperto dal Martedì alla Domenica dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00 (Lunedì chiuso).

Curiosità

Chiamata in un primo momento “Porta degli Anastasi” prese poi il nome dal ruscello che scorre in fondo al vallone, un tempo utilizzato per il mulino ancor oggi esistente ma dismesso.

Orari di visita

La porta è sempre visitabile.

Dove ci troviamo

Via Antonino Sersale n. 18

Cronologia

Età preromana

Galleria immagini

Surrentum
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