Età antica

Gaiano

Foto della grotta presso Gaiano (foto autore)

Sito in pillole

L’area in cui insiste oggi il villaggio Capo Santafortunata rappresentava la pars rustica di una delle numerose ville marittime che insistevano su tutta la costa.

Modalità e anno di ritrovamento

Dati su anno e modalità di ritrovamento ignoti

Descrizione

Il podere di Gaiano viene menzionato per la prima volta da Paolino Mingazzini all’interno della proprietà del duca di Serracapriola. Mingazzini descrive i vani di una domus al di sopra di un terrazzamento digradante verso il mare. Inoltre rinviene pavimenti in mosaico con tessere bianche e nere, tegole e antefisse fittili a palmette. Il podere era parte di un grosso fundus parte di una villa marittima di cui oggi è ricostruibile soltanto una grotta naturale utilizzata come ninfeo. L’accesso a tale anfratto sembra sia stato garantito, non solo dall’arrivo delle imbarcazioni che avrebbero trovato pochissime difficoltà ad attraccare in questo punto, ma anche da una viabilità connessa con la terrazza superiore della villa che, attraverso un sistema di gradini intagliati nella roccia, avrebbe garantito libero accesso all’interno.

Reperti e oggetti

Nessun reperto e/o oggetto.

Curiosità

Pare che la nota archeologa Paola Zancani Montuoro avesse realizzato delle planimetrie delle strutture romane ad oggi non più reperibili.

Orari di visita

È possibile ammirare la grotta via mare ed entrando nel villaggio Capo Santafortunata.

Dove ci troviamo

Via Capo n. 39

Cronologia

I sec. d.C.

Galleria immagini

Surrentum
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