Episcopio
Sito in pillole
L’episcopio, un tempo dimora degli Arcivescovi di Sorrento, risale al Medioevo. Più volte rifatto nel corso dei secoli, ospita, dal 2017, un’area espositiva gestita dall’Arcidiocesi di Sorrento/Castellammare di Stabia.
Modalità e anno di ritrovamento
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Descrizione
Stando alla tradizione, un primitivo palazzo episcopale, destinato ad ospitare il vescovo di Sorrento e la sua Curia, pare sia stato realizzato, già nell’alto Medioevo, nei pressi della Cattedrale. Fu completamente rifatto, dopo l’incursione barbaresca del 1558, da mons. Giulio Pavesi, per poi essere ulteriormente ampliato da mons. Vincenzo Calà (XIX sec.). Fu, infine, risistemato da mons. Carlo Serena negli anni ’50 del secolo scorso, assumendo l’aspetto che conserva tuttora. Abitato stabilmente dagli Arcivescovi sorrentini sino al 2000, è stato aperto al pubblico, nel 2017, come un vero e proprio museo.
dal cortile della Cattedrale, attraverso un ampio scalone lungo cui sono sistemati numerosi reperti marmorei altomedievali, si giunge all’episcopio.
Nelle sale, organizzate secondo un preciso criterio espositivo, sono conservati oggetti e opere d’arte che costituiscono parte del patrimonio storico artistico dell’antica diocesi di Sorrento. Sono da segnalare, tra le numerose opere esposte, una serie di quadri di paesagisti locali, i ritratti di alcuni Arcivescovi sorrentini, una cospicua collezione di arte sacra (spiccano, soprattutto, una “Madonna delle Grazie” del fiammingo Aert Mytens e una tavola raffigurante una “Madonna col Bambino” di Saverio Jerace) e alcune opere moderne, tra cui 3 splendide tempere del pittore vicano Antonio Asturi. Inglobato nel palazzo episcopale, per via dei numerosi ampliamenti e rifazioni, è il Campanile a pianta quadrata, diviso in cinque ordini. Concepito, in origine, in stile romanico, è stato poi rimaneggiato nel ‘700; alla base, nei secoli passati, è stato arricchito da numerosi materiali di “spolio” risalenti al periodo medievale.
Reperti e oggetti
Nessun reperto e/o oggetto
Curiosità
La sala principale dell’episcopio, più volte rimaneggiata nel corso dei secoli, è la cosidetta “sala tomista”. Trae il nome dalla cosiddetta “Accademia Tomista” che, sotto l’episcopato di mons. Giuseppe Giustiniani, si riuniva in questi ambienti ampi e luminosi. La sala conserva, nella registro alto delle pareti, un meraviglioso affresco tardo cinquecentesco, raffigurante una lunga processione eucaristica in marcia verso una città fortificata. Sulle quattro pareti si snoda, in tutta la sua magnificenza, un lunghissimo corteo formato da carrozze, cavalieri, vescovi, cavalieri di Malta, cardinali e il papa in sedia gestatoria, che precede il Santissimo Sacramento. Si è supposto che, sulla base della committenza, ascrivibile a mons. Giulio Pavesi, la città rappresentata fosse Trento, sede del famoso Concilio (1545-1563) a cui partecipò, rivestendo un ruolo di primo piano, il potente arcivescovo sorrentino.
Orari di visita
L’episcopio non è visitabile pubblicamente
Dove ci troviamo
Via santa Maria della pietà, n.44 Sorrento
Cronologia
L'episcopio, nelle sue attuali forme, risale al XVI secolo