Età Moderna

Chiesa del Rosario

L’interno della Chiesa dei Santi Felice e Baccolo (foto di Gennaro Galano)

Sito in pillole

Le origini della Chiesa del Rosario, intitolata a San Bacolo, sono avvolte dalla leggenda. Risalirebbe all’alto Medioevo, ma, di certo, l’impronta attuale risente degli interventi susseguitesi tra il XVI e il XIX secolo.

Modalità e anno di ritrovamento

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Descrizione

La chiesa dei Santi Felice e Bacolo, stando alla leggenda, fu fondata nell’872 dal Duca Sergio II, spaventato per le continue apparizioni di fantasmi che, da tempo, infestavano quei luoghi. In seguito, costruita la chiesa, vi fu trasferito il corpo di San Bacolo, uno dei quattro vescovi compatroni di Sorrento. Fino al 1651, la Chiesa fu amministrata da un rettore nominato dall’arcivescovo di Sorrento, poi, per ordine di mons. Antonio del Pezzo, fu concessa alla Confraternita delle Anime del Purgatorio, che si assunse l’onere di ingrandirla e di abbellirla. Nel 1834, ormai in crisi di iscritti, la Confraternita delle Anime del Purgatorio fu sostituita dall’Arciconfraternita del SS. Rosario, spostatasi dalla chiesa domenicana di San Vincenzo (in seguito demolita). L’arrivo dei confratelli del Rosario coincise, senza dubbio, con il rifiorire di questa antica chiesa, tra l’altro arricchita da opere d’arte, paramenti e suppellettili trasferiti da San Vincenzo. Oggi, tra gli affollati vicoli di Sorrento, la chiesa dei Santi Felice e Bacolo (da tutti conosciuta come la Chiesa del Rosario) è una vera e propria “oasi di arte e di spiritualità”.

Proprio al centro di Sorrento, lungo una delle più affascinanti e affollate strade, sorge la chiesa dei Santi Felice e Bacolo, caratterizzata da un’elegante facciata, a due ordini sovrapposti, sobriamente decorata da stucchi settecenteschi. In alto, al di sopra dell’elegante portale in piperno, è possibile notare, sistemata in una nicchia, la piccola statua bronzea di San Bacolo (uno dei quattro vescovi compatroni di Sorrento), risalente al 1701. Appena entrati nella piccola chiesa, a navata unica con due cappelle laterali, si resta colpiti dal soffitto, interamente dipinto su tela con una decorazione a finti stucchi. Al centro, si può ammirare una tela di Antonino Fiorentino, raffigurante “La Santissima Trinità”, mentre, in fondo, le vele del catino absidale sono affrescate (sempre dal Fiorentino) con le raffigurazioni degli Angeli, degli Evangelisti e della Vergine Immacolata.

L’altare maggiore, opera pregevole in marmi policromi del marmoraro Francesco Antonio Gandolfi (realizzato nel 1741), si caratterizza per un paliotto su cui, ad altorilievo, sono scolpiti due angeli che reggono una grata d’ottone, da cui è possibile ammirare l’urna d’argento con le spoglie di San Bacolo. Al di sopra dell’altare, in una nicchia, troneggia la seicentesca statua della “Madonna del Rosario”, Patrona dell’omonima Arciconfraternita. Lungo le navate, nonché in sacrestia, si conservano diverse pregevoli opere d’arte, tra cui, si segnalano: una tela, d’influsso solimenesco, raffigurante “La Morte di San Giuseppe”; una tavola cinquecentesca raffigurante “La Madonna del Rosario”, opera di Dirk Heindricksz; due tele, ascrivibili alla scuola napoletana del ‘700, rappresentanti “La Madonna del Rosario tra San Domenico e Santa Rosa” e “La Vergine tra San Gennaro, San Raffaele e San Giuseppe”. Infine, tanto lungo le navate quanto nella sacrestia, si conservano numerose statue lignee, raffiguranti San Bacolo, San Luigi Gonzaga, San Giuseppe, Santa Irene e San Michele Arcangelo.

Reperti e oggetti

Nessun reperto e/o oggetto.

Curiosità

Stando alla leggenda, raccontata con dovizia di particolari da Gaetano Canzano Avarna, la chiesa dei Santi Felice e Bacolo fu fondata, nell’872, dal duca Sergio II. In quei luoghi, sui resti di un tempio sacro a Giove, si annidavano terribili fantasmi, che furono snidati, per iniziativa del Duca, con una solenne benedizione dell’Arcivescovo di Sorrento. A quel punto, i resti del tempio, per evitare il ritorno degli spiriti, furono scaraventati in mare (da lì, tradizionalmente, la pericolosità del porto sorrentino) e il Duca Sergio promosse la costruzione della chiesa dei Santi Felice e Bacolo.

Orari di visita

La chiesa dei Santi Felice e Bacolo, regolarmente aperta al culto, è visitabile tutti i giorni dalle 8 alle 12 e dalle 16 alle 20.

Dove ci troviamo

Via Torquato Tasso S.N.C., Sorrento

Cronologia

La chiesa dei Santi Felice e Bacolo, stando alla tradizione, risalirebbe al IX secolo.

Galleria immagini

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