Chiesa del Carmine
Sito in pillole
All’esterno delle antiche mura cittadine, nella zona un tempo chiamata “borgo”, esisteva una chiesetta dedicata ai Santi Martiri Sorrentini. Lì, a fine ‘500, i carmelitano fondarono una chiesa dedicata alla Madonna del Carmelo, che ancora oggi, a distanza di secoli, conserva intatto il suo fascino.
Modalità e anno di ritrovamento
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Descrizione
Nel 1572, l’Arcivescovo Lelio Brancaccio, al termine di un sinodo, decise di chiamare a Sorrento l’ordine carmelitano, concedendo ai religiosi del Carmine maggiore di Napoli l’antica chiesetta dei “Santi Martiri Sorrentini” posta, al di fuori delle mura, nella località chiamata “borgo”. Giunse a Sorrento, con il compito di fondare un convento carmelitano, padre Bartolomeo Pasca, che investì, nell’opera, la sua cospicua eredità e tutte le offerte raccolte tra i sorrentini. Nel 1589, padre Pasca morì e fu seppellito, in chiesa, al di sotto di un’artistica lastra sepolcrale. L’opera del religioso napoletano, che portò alla fondazione del convento e alla costruzione di un’ampia chiesa tale da inglobare la primitiva chiesetta dei Santi Martiri, proseguì negli anni successivi; rimaneggiamenti e restauri, inoltre, ripresero slancio nel ‘700, dopo le vicende belliche e le scosse telluriche che, nel’600, danneggiarono l’intero complesso.
Nel 1813, dopo un lungo tira e molla, i carmelitani furono espulsi e dovettero lasciare la chiesa e il Convento del Carmine. La casa religiosa passò ad ospitare il comune, mentre la chiesa, per esigenze di culto, fu affidata ad un rettore nominato dall’arcivescovo di Sorrento. Nel 1880, per decreto del Capitolo Vaticano, l’immagine della “Madonna Bruna”, per la sua miracolosità, fu solennemente incoronata. Nel 1936, infine, per interessamento di mons. Paolo Jacuzio, i padri carmelitani poterono tornare a Sorrento, dopo un’assenza di oltre un secolo. La facciata della Chiesa, che prospetta su Piazza Tasso, risente dell’influsso tardo barocco, ricca di stucchi e abbellimenti settecenteschi.
Fu ricostruita, in queste forme, dopo le distruzioni patite nel ‘600, a causa di un assedio (1647/48) e di numerosi terremoti. I due portali della chiesa, sia quello principale che quello laterale, risalgono a fine ‘500: sono in piperno a fornice quadrato, decorati ad ovuli e dentelli. La chiesa, a navata unica, è riccamente decorata in stucchi. In alto, al centro del soffitto della navata, si può ammirare una tela di Onofrio Avellino, raffigurante “La Vergine con Angeli e Santi Carmelitani”. Alle spalle dell’altare maggiore, in un’artistica cornice sormontata da una grande raggiera e sorretta da due angeli (il tutto in legno scolpito e dorato), si può ammirare una copia tardo cinquecentesca della “Madonna Bruna”, il cui originale si trova, a Napoli, nella Chiesa del Carmine.
Tra le numerose opere d’arte conservate, che testimoniano l’attaccamento dei sorrentini al Santuario del Carmine, si segnalano: due tele, nel transetto, attribuite al pittore Giovanni Cingeri, raffiguranti “L’Adorazione dei Magi” e “La Natività” (fine ‘700); una serie di quattro tele, probabilmente ascrivibili alla stessa bottega, sistemate nell’abside e raffiguranti alcuni episodi della vita della Madonna; un dipinto, di scuola napoletana del ‘600, posto nella cosiddetta “cappella dei Santi Martiri”, raffigurante il martirio dei primi cristiani sorrentini.
Reperti e oggetti
Nessun reperto e/o oggetto.
Curiosità
Nel 1648, nel corso di un assedio posto dal generale Giovanni Grillo contro la filo spagnola Sorrento, il convento del Carmine si trasformò in un vero e proprio fortilizio delle truppe popolari. Dal Campanile, infatti, alcuni pezzi di artiglieria potevano colpire il centro di Sorrento, senza che le mura offrissero alcun riparo. Dopo numerose consultazioni, per evitare il peggio, il comandante della piazzaforte di Sorrento, Alfonso Filomarino, decise di far cannoneggiare il Campanile, distruggendo, in questo modo, un punto di tiro e di osservazione davvero importante. Solo nel 1927, per iniziativa di don Carlo Colucci, la chiesa del Carmine potè nuovamente dotarsi di un Campanile, che ancora oggi, con il rintocco solenne delle sue campane, segna le giornate dei sorrentini.
Orari di visita
La Chiesa del Carmine, regolarmente aperta al culto, è visitabile tutti i giorni dalle 7,30 alle 12 e dalle 16,00 alle 20.
Dove ci troviamo
Corso Italia, n.193 Sorrento
Cronologia
La chiesa del Carmine risale al XVI sec.