La chiesa di Sant’Onofrio, con molta probabilità, risale al ‘600. Anticamente era gestita, per diritto di patronato, dalle famiglie aristocratiche Marano e Casamicciola, che, nel giorno della festività di Sant’Onofrio, si riunivano per scegliere due “mastri” laici per amministrare le rendite e provvedere alla scelta del rettore. Passata poi, nel corso dell’800, sotto il controllo dell’Arcivescovo di Sorrento, oggi fa parte della parrocchia di Nostra Signora di Lourdes.
La chiesetta di Sant’Onofrio, che prospetta direttamente su Corso Italia, può vantare una meravigliosa facciata influenzata da un gusto rococò che, per certi versi, richiama il settecento leccese. Si tratta di una eccezionale testimonianza artistica che, nell’ambiente napoletano, non ha riscontro. Il portale della chiesa, in tufo grigio, permette l’accesso in un ambiente piccolo e raccolto, ad aula unica, con volta a botte. Il pavimento, in maioliche a motivi geometrici e floreali, risale al 1885. Al di sopra dell’altare, risalente al 1881, si può ammirare una tela seicentesca di scuola napoletana raffigurante “Sant’Onofrio”, titolare della chiesetta. Inoltre, si possono ammirare quattro tele, in copia per evitare furti, raffiguranti “La Natività”, “La Deposizione”, “La Nascita di Cristo” e “L’Assunzione”.