Cattedrale
Sito in pillole
Le origini della Cattedrale di Sorrento, intitolata alla Madonna Assunta e ai Santi Filippo e Giacomo, sono oscure, ma di certo, stando alla tradizione, risalirebbero all’alto Medioevo.
Modalità e anno di ritrovamento
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Descrizione
A dispetto di quanto si pensava un tempo, circa la sua ubicazione nella zona collinare all’esterno delle mura, recenti studi hanno dimostrato che la Cattedrale di Sorrento fu eretta, già nell’alto Medioevo, nel sito ove attualmente si vede. Nel 1113, per iniziativa dell’Arcivescovo Barbato, fu ri-consacrata ai Santi Filippo e Giacomo. Più volte rimaneggiata nel corso dei secoli, a fine ‘400, sotto l’episcopato di Nardo Mormile fu completamente trasformata, con la dispersione del suo arredo marmoreo altomedievale. Sino alla metà del ‘700 si susseguirono gli interventi di abbellimento, ma nel 1936, per iniziativa dell’Arcivescovo Jacuzio, fu radicalmente restaurata, assumendo l’aspetto che conserva tuttora. La Cattedrale di Sorrento, per la sua millenaria storia di fede e di arte, è senza dubbio uno dei più importanti monumenti della Penisola Sorrentina.
la facciata della cattedrale, in stile “neoclassico”, risale al 1924, abbellita da tre lunette in cui si ammirano i Santi titolari: “L’Assunta” e gli Apostoli “Giacomo e Filippo il Minore”. Fu rifatta, secondo il progetto dell’ing. Liguori, a causa delle distruzioni operate dal tremendo ciclone del 1904, che investì, con forza inaudita, il centro storico di Sorrento. All’interno, sulla controfacciata, si nota una maestosa cantoria lignea, su cui troneggia il monumentale organo (donato dall’arcivescovo Giustiniani nel 1897) abbellito da intagli (tra cui un angelo) dei fratelli Fiorentino di Sorrento. Per la sua rilevanza storica e monumentale, la Cattedrale di Sorrento, nei secoli, è stata interessata da numerose opere di restauro e abbellimento, che hanno creato, in maniera quasi naturale, una vera e propria “stratificazione di stili”. La chiesa, a croce latina, presenta tre navate con cappelle laterali. Il soffitto della navata centrale, tra il 1706 e il 1718, fu interamente decorato su tela a trompe l’oeil dal pittore Francesco Francareccio, con fiori, frutta, volute e il ritratto del committente (Arcivescovo Filippo Anastasio).
I pittori Nicola e Oronzo Malinconico, a completamento dell’abbellimento del soffitto, dipinsero tre tele raffiguranti “Storie dei Santi dell’Arcidiocesi di Sorrento”. Il soffitto dell’abside, invece, sul finire del ‘600, fu arricchito da tre tele di Giacomo del Po: al centro “L’Assunta”, e ai lati, in due tondi, “I Santi Filippo e Giacomo”. Nell’area presbiterale, completamente risistemata nel 1936, si può notare (alle spalle della mensa) un meraviglioso coro ligneo intarsiato, alla cui sommità troneggia una tela seicentesca raffigurante “I Santi Filippo e Giacomo”. Tra le numerose opere d’arte, che nel corso dei secoli vennero costituendo il patrimonio artistico della Cattedrale di Sorrento, si segnalano: una pala di Silvestro Buono, raffigurante “La Vergine tra San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista” (1573), sistemata al di sotto del pulpito cinquecentesco; la cappella Brancia (la prima alla destra dell’ingresso) in cui, alle spalle del fonte battesimale al quale fu battezzato Torquato Tasso, si ammira un rilievo marmoreo raffigurante “Il Sacrificio del Sangue di Cristo”(1522), circondato da dodici formelle marmoree del ‘300 rappresentanti “Gli Apostoli”, parte dei marmi medievali della cattedrale.
In fondo alla navata, nella cappella a destra, dedicata al SS. Sacramento, si può ammirare un “Crocefisso” ligneo del ‘400, sistemato al di sopra di un meraviglioso altare, in marmi policromi a pasta vetrizzata, risalente alla fine del ‘600; la cattedra vescovile, posta tra la navata e il presbiterio, fu realizzata dall’arcivescovo Brancaccio, il cui stemma, in porfido e marmi di spolio, fa bella mostra di sé alle spalle del tronetto. Durante i numerosi restauri, avvenuti nel corso dei secoli, sono stati recuperati alcuni marmi del duomo medievale, reimpiegati o asportati a causa dei mutamenti di gusto: oltre a quelli conservati al Museo Correale, si segnala, all’ingresso della cattedrale, un blocco marmoreo a due facce: da un lato, vi è scolpita una leonessa rampante (XI sec.), dall’altro, vi è scolpito un nobile sorrentino morto nel XV sec.
Reperti e oggetti
Nessun reperto e/o oggetto.
Curiosità
Il monumentale organo della cattedrale di Sorrento, opera del cav. Pacifici di Cremona, risale alla fine dell’800 e cela, dietro alla sua artistica eleganza, una storia quasi del tutto dimenticata. Il donatore, mons. Giuseppe Giustiniani, si vide privato per lungo tempo dei frutti della mensa vescovile, cioè del suo sostentamento da vescovo, perché fu denunciato alle autorità come anti-monarchico e nemico della dinastia Sabauda. La vicenda, che assunse un rilievo nazionale, si sgonfiò col tempo e, al processo, il presule sorrentino fu assolto da ogni addebito. A questo punto, con le somme recuperate, mons. Giustiniani volle donare alla sua Cattedrale un monumentale organo, abbellito da una serie di intagli, di scuola Sorrentina, opera dei fratelli Fiorentino.
Sito web: https://www.cattedralesorrento.it/
Orari di visita
La Cattedrale di Sorrento, regolarmente aperta al culto, è visitabile tutti i giorni dalle 8 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 20.
Dove ci troviamo
Via santa Maria della Pietà, n.44 Sorrento
Cronologia
La Cattedrale di Sorrento, stando alle notizie disponibili, dovrebbe risalire al X - XI sec.