Età Moderna

Chiesa dei Servi di Maria

L'interno della Chiesa dei Servi di Maria (foto di Gennaro Galano)

Sito in pillole

La Chiesa dei Servi di Maria, conosciuta come “Congrazionella”, risale al ‘700 e ospita, sin dalle origini, l’omonima confraternita, una delle più attive del territorio.

Modalità e anno di ritrovamento

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Descrizione

La congrega dei Servi di Maria fu fondata, per iniziativa di don Antonio Corbo e di don Francesco Antonio Ruocco, nel 1717. Nei primi anni, priva di sede, questa Confraternita fu costretta a chiedere ospitalità in diverse cappelle, sino al 1722, quando Filippo Anastasio, Arcivescovo di Sorrento, concesse ai “figliuoli di Maria” la cappellina di San Barnaba, posta alle spalle della cattedrale (per intenderci, l’attuale ingresso della chiesa). Poco dopo, in tumultuosa crescita, i Servi di Maria, con l’aiuto del cardinale sorrentino Antonino Sersale, acquistarono terreni e fabbricati prospicienti la capoellina di San Barnaba, mettendo mano, con grande impegno, alla costruzione di un’ampia chiesa. Nel 1772, dopo tre anni di intenso lavoro, la nuova chiesa, dedicata all’Assunta, era ultimata e l’antica cappellina di San Barnaba fu trasformata nell’ingresso monumentale, dotato di un’ampia scalinata a due braccia.

Per i sorrentini, in poco tempo, la chiesa dei Servi di Maria si trasformò, affettuosamente, nella “Congregazionella” e in questo modo viene tuttora indicata. La cura e l’amore dei confratelli per la propria chiesa ha reso, via via, la “Congregazionella” un luogo dove, in maniera inestricabile, si fondono arte, fede e devozione.

Attraverso un portone semplice, quasi anonimo, si accede in una delle chiese più importanti di Sorrento, un vero e proprio gioiello del ‘700. Una scalinata marmorea, a due braccia, conduce ad un vestibolo rialzato, posto a cavallo di via Sersale. Lungo le scale si possono una scultura, attribuita a Giuseppe Sanmartino, raffigurante “Cristo Morto” e quattro, meravigliose tele: “San Marco” e “San Carlo Borromeo” (un tempo nella chiesa di San Catello), dipinte da Francesco de Sanctis, una tela, opera di Nicola Malinconico, raffigurante “L’Assunta” e, infine, una tela rotonda dell’Eterno Padre in Gloria.

Superato il vestibolo, abbellito da numerose maioliche del ‘700, si accede nella chiesa vera e propria, a navata unica, ricca di rilievi in stucco di stile barocco scolpiti da Cesare Starace. Al di sopra dell’altare di fine ‘700, opera di Antonio Toccoli, si può ammirare la meravigliosa tela di Carlo Amalfi, raffigurante “L’Assunzione della Vergine”. Lo stesso pittore, per le pareti della navata, dipinse ben 10 tele dedicate alle festività della Madonna e degli Arcangeli. Nella nicchia, posta sulla parete destra della chiesa, si conserva la meravigliosa statua lignea del Cristo Morto, risalente al ‘500, mentre di fronte, sulla parete di sinistra, si può ammirare la statua della Madonna Addolorata.

Queste statue, la sera del Venerdì Santo, vengono recate processionalmente per le strade di Sorrento, in quella che tutti conoscono come la “processione nera”. Alle spalle della chiesa e nella sagrestia, grazie alle cure amorevoli dei Confratelli, sono conservate numerose opere d’arte: quadri di inestimabile valore, arredi sacri, testi e documenti antichi, suppellettili e statue. Si tratta, in definitiva, di un vero e proprio museo, che testimonia l’importanza (anche sociale) assunta, nei secoli, dalla Congregazione dei Servi di Maria.

Reperti e oggetti

Nessun reperto e/o oggetto.

Curiosità

La “Congrazionella” è, ormai da un secolo e mezzo, la sede di due distinte confraternite. Per comprendere l’arcano, visto che gli stessi confratelli, a seconda delle festività, vestono abiti confraternali di due sodalizi diversi, bisogna tornare al 1865. In quel periodo, per la costruzione dell’attuale Corso Italia, il Comune di Sorrento dispose l’abbattimento di una cortina di palazzi, tra cui l’antica chiesetta di San Catello, sede dell’ antichissima Confraternita di San Catello o della Morte. I confratelli, dunque, privi di una sede, chiesero ospitalità ai Servi di Maria e recarono con sé, nella “Congregazionella”, gli arredi sacri, i propri dipinti e le antiche e venerate statue di Cristo Morto e della Madonna Addolorata (usate per la celebre “processione nera” del Venerdì Santo). Tale fu la gratitudine per l’accoglienza ricevuta che, pochi anni dopo, le confraternite si fusero di fatto, pur conservando, in teoria, la propria identità. Da quel momento, come accade ancora oggi, i confratelli della Confraternita dei Servi di Maria sono, contemporaneamente, confratelli dell’Arciconfraternita della Morte, facendo sì che alla ‘Congregazionella” le confraternite siano…due in una.

Orari di visita

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Dove ci troviamo

Via Antonino Sersale, n.2 Sorrento 

Cronologia

La chiesa dei Servi di Maria risale al XVIII secolo

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