Chiesa e convento di S. Maria delle Grazie
Sito in pillole
La Chiesa della Madonna delle Grazie, posta nel cuore del centro storico sorrentino, risale al XVI secolo e fu costruita, per iniziativa della nobildonna Berardina Donnorso, quale voto per il ritorno a Sorrento dopo la prigionia patita nella mani dei pirati turchi.
Modalità e anno di ritrovamento
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Descrizione
Nel 1566, la nobildonna Berardina Donnorso, sciogliendo un voto fatto in prigionia (catturata, nel 1558, dai turchi, visse da schiava sino al riscatto e al ritorno a Sorrento), decise di fondare un monastero riservato alle “figlie del popolo”. La fondatrice, in origine, intendeva affidare l’opera pia alle clarisse, ma, grazie all’intervento dell’Arcivescovo di Sorrento Giulio Pavesi (frate domenicano), furono chiamate a occupare la struttura le monache domenicane. Al monastero, che inglobò l’antica chiesa di San Catello, fu annessa una piccola ma elegante chiesa: un vero gioiello dell’arte meridionale. Agli inizi dell’800, grazie all’intervento dell’Arcivescovo Calà, il cenobio domenicano ottenne i locali del soppresso monastero benedettino della Trinità; nel 1865, il monastero delle Grazie fu soppresso e le monache scacciate. Solo nel 1874, dopo nove anni di “esilio” a Massa Lubrense, poterono tornare a Sorrento, occupando nuovamente un’ala del Monastero. Oggi, alla casa religiosa vera e propria, occupata dalle monache domenicane, si affianca una scuola paritaria intitolata alla Madonna delle Grazie, mentre in un’ala del complesso trovano spazio alcuni uffici comunali.
Alla chiesa di Santa Maria delle Grazie, costruita nel XVI sec., si accede attraverso un porticato sormontato da un monumentale arco. Il portale, in piperno, è sormontato da un bassorilievo su cui sono sono scolpiti due putti che, al centro, reggono lo stemma della fondatrice. La chiesa, ad impianto longitudinale con quattro, piccole cappelle laterali, risente fortemente dello stile tardo barocco. Gli interni, infatti, sono decorati da tarsie di marmi policromi che rivestono, a metà altezza, le pareti e l’abside, secondo un gusto ricco e fastoso. Il pregevole altare maggiore del ‘700, in marmi policromi, è sormontato da un polittico realizzato, nel 1582, dal pittore napoletano Silvestro Buono. Al centro, la tavola principale raffigura “La Madonna delle Grazie tra San Giovanni Battista e San Domenico che presenta Berardina Donnorso alla Vergine”; mentre ai lati, si possono ammirare quattro Santi appartenenti alla famiglia religiosa domenicana: le due tavole raffigurano “Sant’Antonino di Firenze” e “San Vincenzo Ferreri” e i due tondi, invece, raffigurano “San Tommaso d’Aquino” e “San Pietro Martire”.
Tra le numerosissime opere pittoriche esposte, tutte ascrivibili ai secoli XVII e XVIII, sono da segnalare un “San Domenico coronato” di Giuseppe Marullo, una tela raffigurante “San Tommaso d’Aquino a colloquio col Crocefisso” di Pompeo Caracciolo (figlio del famoso Battistello Caracciolo), sei tele di Nicola Malinconico, raffiguranti “Santi e Sante domenicane”, un “Madonna del Rosario” di scuola napoletana del ‘600 e, infine, una “Visita di Maria a Santa Elisabetta” di Belisario Corenzio. Lungo la navata destra, in una piccola nicchia, è conservata la lastra sepolcrale in marmo, scolpita a bassorilievo, della fondatrice Berardina Donnorso, morta nel 1599. Tra la seconda metà del ‘600 e il primo cinquantennio del ‘700, la Chiesa delle Grazie si è via via arricchita di opere d’arte, tra cui spiccano due organi sistemati su tribune lignee dorate, il pavimento in “riggiole” (maioliche) e le tribune in legno intagliato e dorato che permettevano alle monache, lontane dagli sguardi, di seguire le funzioni sacre.
Reperti e oggetti
Nessun reperto e/o oggetto
Curiosità
Berardina Donnorso, appartenente ad una delle più importanti famiglie aristocratiche Sorrentine, fu rapita, assieme al figlio Giovan Battista Anfora, nel corso della terribile incursione dei pirati barbareschi del 13 giugno 1558. Durante la prigionia a Costantinopoli, sperando di tornare a Sorrento, si votò alla Vergine: se fosse riuscita a riacquistare la libertà, si sarebbe monacata e avrebbe fondato un monastero. Le preghiere della Donnorso, recitate così intensamente, furono esaudite, ma sulla via del ritorno, purtroppo, il figlio Giovan Battista morì. Tuttavia, giunta a Sorrento, Berardina decise di sciogliere il voto fatto un prigionia e legò tutti i suoi beni alla fondazione di una casa religiosa che accogliesse “le figlie del popolo”.
Orari di visita
La chiesa della Madonna delle Grazie, regolarmente aperta al culto, è visitabile tutti i giorni dalle 7 alle 12 e dalle 16 alle 19.
Dove ci troviamo
Via Santa Maria delle Grazie, n. 6 Sorrento
Cronologia
XVI secolo