Cisternoni bassi degli Spasiano
Sito in pillole
I cisternoni degli Spasiano rappresentavano in età romana veri e propri serbatoi di raccolta e di distribuzione delle acque. In queste cisterne confluivano le acque sorgive che convergevano nell’acquedotto del Formiello e le sorgenti sorrentine.
Modalità e anno di ritrovamento
Una delle prime descrizioni attestate delle cisterne sia alte che basse degli Spasiano è attribuibile a Cesare Molegnano in una descrizione della cittadina datata 1587; più tardi Ludovico Agnello Anastasio (1751) ne ricorda 18 e successivamente Capasso (1846) ritorna sul numero di 27, ma aggiunge che ai suoi tempi la maggior parte erano già andate in rovina e che solo 9 erano funzionanti. Gennaro Maldacea (1841) e Carlo Merlo (1857) nei loro scritti contano 13 concamerazioni in tutto. Nel 1855 Luigi Cangiano nel suo testo sull’esame della distribuzione e del dominio delle acque potabili in Penisola Sorrentina ricorda solo 11 concamerazioni ben conservate e visibili. Per una esatta consistenza numerica dei cisternoni bassi bisogna attendere la perizia eseguita dall’ingegnere Giovan Battista Liguori nel 1894, per conto del Comune di Sorrento. Liguori nella sua perizia conta 11 cisterne, le cisterne basse, con accesso dal fondo Stragazzi all’inizio di via Fuorimura. I cisternoni bassi furono utilizzati fino agli anni ‘50, finché furono definitivamente svuotati a causa delle infiltrazioni che si producevano negli edifici limitrofi all’angolo tra Corso Italia e via Fuorimura.
Descrizione
Le cisterne basse degli Spasiano sono un complesso di approvvigionamento idrico della città realizzate in età romana nella tecnica dell’opus reticulatum e con rivestimento in malta idraulica. Si tratta di 11 concamerazioni voltate a botte, collegate tra loro da massicce arcate. Nella prima delle concamerazioni è ubicato un vano identificato come camera d’immissione, che riceveva l’acqua dai rivoli delle colline circostanti, probabilmente l’acqua delle sorgenti sorrentine di Cesarano e dell’Atigliana che scendono in linea retta verso le suddette cisterne dal Vallone dei Mulini. Sempre in questa concamerazione è stato costruito in epoca successiva un canale destinato alle operazioni di pulizia con una pavimentazione in coccio pesto. Il numero delle arcate non si conserva uguale nelle concamerazioni ma varia ed è probabile che questa sia la struttura originaria del complesso. Le cisterne basse hanno una capacità di 60.000 ettolitri.
Reperti e oggetti
Nessun reperto e/o oggetto
Curiosità
Nel XVI secolo i giardini soprastanti i cisternoni erano di proprietà della nobile famiglia sorrentina Spasiano e qui Giovan Antonio Spasiano aprì delle finestre sulla strada dalle quali poter scorgere i cisternoni; tali finestre sulla strada furono poi chiuse nel 1857, lasciando aperte solo quelle sul portone di accesso ai cisternoni.
Orari di visita
Il sito non è visitabile ed è in proprietà privata.
Dove ci troviamo
Tra Corso Italia e via Fuorimura
Cronologia
I sec. d.C.