Età Moderna

Ruderi del monastero di San Renato

I ruderi del Monastero di San Renato (foto di Gaetano Astarita)

Sito in pillole

Oggi, accanto al cimitero di Sorrento, non restano che i ruderi di quello che, nel Medioevo, era il rigoglioso e potente Monastero di San Renato, costruito dove, secondo la tradizione, condussero vita eremitica i Santi Renato e Valerio, compatroni di Sorrento.

Modalità e anno di ritrovamento

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Descrizione

Stando alla tradizione, riportata da numerosi autori, lì dove i Santi Renato e Valerio si erano ritirati in eremitaggio, fu costruita una chiesetta. I corpi dei due Santi, ospitati nella struttura, attiravano torme di fedeli e per questo motivo, probabilmente nell’VIII secolo, furono chiamati a custodirla i monaci benedettini cassinesi. Grazie alla devozione dei sorrentini e alle ricche rendite, il Monastero di San Renato crebbe per tutto il Medioevo, sino al 1531, quando, per decreto papale, fu unito al Monastero dei Santi Severino e Sossio di Napoli. Nel ‘600, accanto alla vecchia chiesa, i benedettini ne costruirono una nuova, di impianto basilicale, capace di accogliere molti più fedeli della precedente.

Tuttavia, già nel’700, il decadimento sembrò minare l’antico Monastero di San Renato, sino al colpo di grazia: la soppressione del 1809. In seguito, più precisamente nel 1821, i resti dei Santi Renato e Valerio furono trasferiti in Cattedrale e il monastero fu abbandonato a sé stesso, sino al 1837, quando, in occasione dell’epidemia di colera, la zona fu adibita a cimitero. Di lì a poco, nel 1870, il Comune di Sorrento dispose l’abbattimento di parte delle strutture superstiti per iniziare la costruzione del cimitero cittadino.

Entrando nel cimitero di Sorrento, costruito nella seconda metà dell’800, si può notare, sulla sinistra una vasta struttura, ormai parzialmente coperta dalla vegetazione e quasi del tutto diruta. Si estende, tuttavia, per una vasta area e, seppur irriconoscibile, sembra trasmettere un senso di maestosità. Si tratta dei resti dell’antichissimo cenobio di San Renato, abbandonato, nell’800, in seguito alle soppressioni volute dai sovrani francesi.

Reperti e oggetti

Nessun reperto e/o oggetto.

Curiosità

Per lungo a tempo, a causa di alcune leggerezze, l’antica chiesa di San Renato è stata confusa con la cattedrale medievale di Sorrento. In realtà, al di là dell’irragionevolezza dell’ipotesi, visto che nessuno avrebbe costruito, nel bel mezzo del confuso e violento periodo altomedievale, una cattedrale all’esterno delle mura di una città, c’è da riflettere sulla festività di San Renato.

Ogni anno, il 6 ottobre, in occasione della festa del Santo Vescovo, i monaci benedettini erano tenuti per antica consuetudine ad organizzare una grande festa. Al monastero, in processione, giungevano l’arcivescovo di Sorrento e il capitolo cattedrale e, al termine della celebrazione, i monaci dovevano offrire il pranzo a tutti i convenuti. Per questo motivo, probabilmente, alcuni autori vollero immaginare un misterioso legame tra gli Arcivescovi e Monastero, ricamando ad arte e influenzando tutti gli studiosi di vicende locali.

Orari di visita

I ruderi del Monastero di San Renato sono, in parte, visibili dal cimitero di Sorrento, aperto, tutti i giorni, dalle 8 alle 15.

Dove ci troviamo

Traversa san Renato, Sorrento

Cronologia

Il monastero di San Renato, secondo la tradizione, risalirebbe al VII secolo

Galleria immagini

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