Età antica

Villa del Capo di Sorrento

Villa del Capo di Sorrento vista da mare (Archivio Sabap)

Sito in pillole

La villa del Capo di Sorrento è nota dalla tradizione come “Bagni della Regina Giovanna” perché pare che la Regina Giovanna D’Angiò, sovrana di Napoli, frequentasse le coste sorrentine e in particolare questo ameno luogo. Il bacino separava originariamente il promontorio dalla punta del capo, il quale doveva apparire come un’isola circondata su ogni lato dal mare, prima di esser poi modificato con la costruzione della villa. Ai quartieri di abitazione della pars maritima si giungeva sia dall’alto del promontorio che via mare. I resti archeologici oggi visibili della villa del Capo di Sorrento riguardano soprattutto gli ambienti costruiti sulla piattaforma rocciosa sul mare, ma anche i muri di terrazzamento e tre gruppi di cisternoni per l’approvvigionamento idrico della villa pertinenti al fondo agricolo coltivato.

Modalità e anno di ritrovamento

L’identificazione più antica delle rovine come villa romana risale a Nicola Partenio Giannettasio (1696); Francesco Alvino cita la villa del nobile “Pollione” precisando ivi la presenza di una nota peschiera, la “peschiera di Pollione”. Karl Julius

Beloch distingue le tre ville esistenti tra il Capo di Sorrento e il Capo di Massa e ne allega l’esatta ubicazione. Paolino Mingazzini e Federico Pfister eseguono il primo rilievo dei ruderi visibili della villa, comprendente sia la domus che la pars maritima. Il primo studio dedicato alla villa dopo Mingazzini, Pfister 1946 è la monografia di Mario Russo. Questo volume descrive alcuni degli interventi delle autorità sul Capo di Sorrento tra il 1980 e il 2000, a cui è basato il plastico oggi conservato presso il Museo Georges Vallet, realizzando un’potetica ricostruzione della parte a mare. Dal 2014 la villa è oggetto di attività di ricerca da parte dell’Istituto Winckelmann dell’Università Humboldt di Berlino. Le ultime indagini hanno ripreso in esame il monumento rispetto alle due parti

della villa (la pars maritima e le terrazze soprastanti), al suo porto e alla geomorfologia del sito. I primi risultati degli scavi stratigrafici hanno permesso di stabilire una nuova cronologia (con una prima fase in opus incertum) e ipotesi di ricostruzione basate sui dati stratigrafici e su delle ricognizioni intensivi del sottosuolo calcareo sulla pars maritima e sul fondale del porto.

Descrizione

La villa marittima del Capo di Sorrento si trova ai margini nord-ovest della formazione calcarea della penisola sorrentina, con un’etensione su circa tre terrazze artificiali disposte su pendii. Mentre la parte a monte, con le tre grandi terrazze artificiali e il fundus, sembra aver occupato gran parte del promontorio al di sopra del Capo di Sorrento, la pars maritima si estende sul punto più esterno del Capo, in una zona nota agli archeologi per le sue strutture murarie ben conservate, ma soprattutto per una particolarità geomorfologica che consiste in una curiosa depressione della roccia che separa la villa maritima dalla terraferma e che la tradizione popolare chiama “Bagno della Regina Giovanna”.

Reperti e oggetti

Reperti archeologici custoditi presso:

  • Museo Archeologico Territoriale della Penisola Sorrentina “G. Vallet”
  • Deposito archeologico di Villa Fiorentino
  • Deposito archeologico del Comune di Sorrento

Il Museo Archeologico Territoriale della Penisola Sorrentina “G. Vallet” è aperto dal Martedì alla Domenica dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00 (Lunedì chiuso).

Curiosità

La villa del Capo di Sorrento è stata set del film “Pane, amore e…” di Dino Risi. La scogliera da dove Don Antonio Carotenuto (De Sica), dopo aver salutato frettolosamente Donna Sofia (Loren) per l’arrivo del sindaco, se ne va via tutto inzuppato d’acqua di mare è esattamente la piattaforma calcarea su cui poggia la villa romana.

Orari di visita

La villa è sempre visitabile. Da qui è possibile immergersi nelle splendide acque del golfo di Sorrento e ammirare la natura della macchia mediterranea tutta intorno.

Dove ci troviamo

Calata Punta del Capo

Cronologia

Meta II sec. a.C. – Meta II sec. d.C.

Galleria immagini

Surrentum
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